La mia relatrice per la tesi (una donna veramente ok!
) ieri mi ha detto:
come dice il re del Siam: “è impossibile arare tutti i campi del Siam in una notte sola“
potrebbe diventare la frase emblematica delle Relazioni Pubbliche nel settore delle piccole medie-imprese.
In effetti è vero. Le PMI, soprattutto quelle a conduzione familiare (e sono quelle maggiormente diffuse in Italia) e quelle che non hanno avuto ancora un cambio generazionale recente, stentano a capire chi siamo (noi Relatori Pubblici) e a cosa possiamo “servire”. Perché è di questo che si tratta. Possiamo raccontare loro quanto sia meraviglioso il mondo della comunicazione, possiamo parlare ore di come si organizza un evento, una conferenza stampa, un meeting, una riunione aziendale, ma a loro non interesserà granchè. Molte di loro le decisioni le prendono a casa durante la cena (e quindi cosa serve organizzargli una riunione?!), non tengono conferenze stampa, non organizzano eventi aziendali, insomma….a colpo d’occhio verrebbe da dire: a loro una figura esperta di comunicazione proprio non serve. E invece NO! Siamo entrati già da tempo nell’era di Internet.

word of mouse
Pensate a quanta comunicazione si sviluppa in rete, nelle sue mille sfumature e funzionalità. Molte PMI non sono preparate a quello che Internet può riservare loro. Perché non sono abituate a relazionarsi con un cliente (attuale o potenziale che sia) al di là del semplice rapporto acquisto-vendita. Spesso e volentieri si tralasciano le situazioni post-vendita che si vengono a creare. Non parlo di assistenza-clienti, parlo ad esempio di un monitoraggio di quello che il cliente pensa dell’azienda in questione e di come ne parla agli altri. Altri che potrebbero diventare potenziali clienti o andare direttamente dalla concorrenza. Se prima di Internet il classico “passaparola” si limitava alle conoscenze strette del consumatore, oggi questo viene totalmente stravolto dalla presenza, in Rete, di spazi dove l’utente può liberamente esprimere i propri pensieri, le proprie impressioni su uno o l’altro prodotto, su una o l’altra azienda con la quale ha avuto un contatto, più o meno diretto. Qui il passaparola, o meglio, ”word of mouse”, viaggia molto più velocemente ed è del tutto imprevedibile sapere chi verrà in contatto con le diverse informazioni che circolano.
Esistono milioni di social-network sparsi in giro per il mondo (e alla fine in Rete il mondo è a portata di click!) [anzi a proposito, se volete crearvi il vostro social network: http://www.socialengine.net/]
Anche le PMI stanno iniziando ad affacciarsi a questo mondo. Ma in questo post non voglio dilungarmi sul come alcune stiano approcciando la questione (se volete un assaggio del mio pensiero a riguardo leggete la discussione tra me e gioacommunica nel suo blog: http://www.gioiacommunica.com/it/2009/01/coming-soon-2/)
I commenti positivi che le aziende trovano su se stesse in Rete ovviamente lusingerebbero chiunque e spesso diventano una forma di vanto da esibire quanto più possibile a parenti, amici, conoscenti, fornitori e clienti stessi. ho notato che le cose cambiano quando il commento è negativo: l’atteggiamento iniziale lo definirei di NEGAZIONE della validità del mezzo (del tipo: “è solo uno dei tanti che scrive su Internet, ma tanto chi vuoi che legga queste stupidaggini”), quando poi i commenti negativi si susseguono e a volte non rispecchiano totalmente l’effettiva verità dei fatti ecco che, come per incanto, inizia a suonare un campanello d’allarme: scatta allora atteggiamento di DIFESA. In questi casi, a mio avviso, l’intervento di un esperto di comunicazione, è funzionale in 2 diverse direzioni: una interna ed una esterna, una consecutiva all’altra.
Se nella seconda, ovviamente, si intraprende un processo di comuni9cazione e di RELAZIONE con gli utenti in Rete, in modo attivo e con strategie di tipo pull, nella prima invece, quella interna, si deve agire nei confronti della mentalità dell’azienda, nella sua cultura, nello specifico nel suo modo di pensare. Ricordiamoci che l’impresa in questo frangente si trova in una posizione di difesa, e pertanto vorrebbe solo che le critiche venissero cancellate dal Web o rispondere all’utente in maniera aggressiva. Innanzitutto: CALMA e fate un respiro profondo. Siete ancora in tempo per cambiare la situazione, per ammorbidire i toni e per avviare una discussione con l’utente/cliente in questione che possa diventare il più produttiva possibile per ENTRAMBI. Bisogna che le imprese colgano ed interiorizzino l’importanza del gestire in modo assertivo e soprattutto continuativo le relazioni in Rete. Non basta ricorrere ad una comunicazione a 2 vie solo per il tempo necessario a sedare una possibile fonte di crisi, ma bisogna continuare a monitorare la situazione anche nei momenti tranquilli.
Ecco spiegato il perchè della mia frase iniziale: non si possono arare in una notte sola tutti i campi del Siam, in altre parole: noi Relatori Pubblici non possiamo pretendere di cambiare in poco tempo la mentalità di PMI che per anni se non decenni hanno avuto un certo modo di pensare e di agire. Dobbiamo cercare di capire anche la loro diffidenza e la loro chiusura mentale (anche se in alcuni potrebbe sfiorare l’ottusità!). D’ altra parte l’empatia dovrebbe essere uno dei nostri punti di forza, no? Dunque: per arare il campo di Internet e quello delle PMI, le Relazioni Pubbliche non sono altro che il giusto fertilizzante da utlizzare!
E poi…la pazienza è la virtù dei forti!